Sri Lanka: un giorno con i monaci nel monastero della foresta di Bambù
Un viaggio nel silenzio, nella meditazione e nella saggezza del Buddhismo Theravāda
✨ Ci sono luoghi che visitiamo e luoghi che ci invitano a fermarci. A rallentare, ad ascoltare, a incontrare noi stessi attraverso l’incontro con un’altra cultura.
Durante il nostro viaggio Holiram in Sri Lanka abbiamo vissuto un’esperienza speciale: un’intera giornata insieme ai monaci buddhisti, immersi nella natura del Monastero della Foresta di Bambù, a circa un’ora dalla città di Kandy.
Monastero nella foresta di Bambù vicino a Kandy
Lontano dal traffico:
dai rumori e dal ritmo frenetico della vita quotidiana, il monastero è circondato da una vegetazione rigogliosa, dove il verde della foresta sembra avvolgere ogni cosa.
Un luogo semplice, raccolto, nel quale il silenzio non è assenza di suoni, ma uno spazio che permette di ascoltare ciò che normalmente passa inosservato.
Qui siamo stati accolti dai monaci, che ci hanno accompagnato attraverso diverse esperienze di meditazione, condividendo con noi alcuni aspetti della loro vita quotidiana e degli insegnamenti del Buddha.
Non una semplice visita a un monastero, ma un incontro autentico con una tradizione spirituale ancora profondamente viva nella cultura dello Sri Lanka.
🍵 LA CERIMONIA DEL TÈ: IMPARARE A ESSERE PRESENTI
La nostra giornata è iniziata con l’accoglienza dei monaci e una cerimonia del tè.
Un gesto apparentemente semplice, che si è trasformato nella prima esperienza di meditazione.
Tenere la tazza tra le mani, percepirne il calore, osservare il colore del tè, sentirne il profumo e assaporarlo lentamente.
L’attenzione è stata guidata verso le sensazioni del gusto, imparando a riconoscere ciò che accade nel momento presente.
Un invito a riscoprire qualcosa che facciamo ogni giorno, spesso distrattamente.
Perché la consapevolezza non appartiene soltanto ai momenti di meditazione formale: può accompagnare anche i gesti più semplici della nostra quotidianità.
🧘 LA MEDITAZIONE SUL RESPIRO: RITORNARE AL PRESENTE
Ci siamo poi spostati in un’altra sala, dove i monaci ci hanno introdotto alla pratica della consapevolezza del respiro, conosciuta nella tradizione buddhista come Ānāpānasati.
Seduti in silenzio, abbiamo portato l’attenzione al respiro naturale, osservando l’aria che entra ed esce dalle narici.
Senza cercare di modificarlo, controllarlo o renderlo diverso da ciò che è.
Semplicemente osservando.
Un esercizio che può sembrare facile, ma che ci mette immediatamente di fronte alla natura della nostra mente: continuamente attratta da pensieri, ricordi, aspettative e distrazioni.
Ogni volta che l’attenzione si allontana, la pratica consiste nel riconoscerlo e ritornare con pazienza all’osservazione.
Non si tratta di smettere di pensare, ma di sviluppare una presenza più stabile e consapevole.
🚶 LA MEDITAZIONE CAMMINATA: OGNI PASSO DIVENTA CONSAPEVOLEZZA
La meditazione è proseguita attraverso il movimento.
Durante la meditazione camminata abbiamo rallentato il passo, portando l’attenzione alle sensazioni dei piedi a contatto con il terreno, al movimento delle gambe, allo spostamento del peso e all’equilibrio del corpo.
Un passo dopo l’altro.
Senza una meta da raggiungere.
Senza la necessità di arrivare da qualche parte.
Camminare, un gesto così automatico, è diventato un’occasione per osservare il corpo e la mente mentre si muovono nello spazio.
Un’esperienza che ci ricorda quanto spesso attraversiamo la vita pensando già al momento successivo, perdendo il contatto con quello che stiamo vivendo.
Nella meditazione camminata non è importante dove stiamo andando, ma essere pienamente presenti a ogni passo.
🍚 IL PRANZO IN SILENZIO: NUTRIRE IL CORPO, OSSERVARE LA MENTE
Uno dei momenti più particolari della giornata è stato il pranzo condiviso con i monaci.
Un pasto semplice, consumato completamente in silenzio, trasformato in un’ulteriore esperienza di meditazione.
L’attenzione è stata portata ai gesti, ai profumi, alle consistenze e ai sapori del cibo.
Abbiamo osservato come la mente reagisce continuamente alle sensazioni: qualcosa ci piace, qualcosa ci piace meno, qualcosa suscita desiderio, qualcos’altro rifiuto.
Nella pratica buddhista, questa osservazione diventa un’occasione per riconoscere i meccanismi dell’attaccamento e dell’avversione.
Non si tratta di rinunciare al piacere del cibo, ma di imparare a osservare le proprie reazioni senza esserne continuamente trascinati.
Mangiare lentamente, in silenzio e con attenzione ci ha permesso di sperimentare quanto un gesto quotidiano possa diventare un’occasione di conoscenza di sé.
🪷 LA MEDITAZIONE VIPASSANĀ: OSSERVARE LA REALTÀ COSÌ COM’È
Dopo il pranzo, la giornata è proseguita con un’introduzione alla meditazione Vipassanā, termine pāli che significa visione profonda, o visione chiara della realtà.
Nella tradizione buddhista Theravāda, la Vipassanā è una pratica orientata allo sviluppo della saggezza attraverso l’osservazione diretta dell’esperienza.
Il praticante impara a riconoscere la natura mutevole dei fenomeni fisici e mentali, osservando sensazioni, pensieri ed emozioni senza identificarsi completamente con essi.
Uno degli insegnamenti fondamentali è quello dell’impermanenza, Anicca: ogni fenomeno condizionato nasce, cambia e scompare.
Attraverso l’osservazione si sviluppa gradualmente una comprensione più profonda dei meccanismi che generano sofferenza, in particolare l’attaccamento e l’avversione.
La meditazione non è quindi soltanto uno strumento per rilassarsi o ritrovare tranquillità.
È soprattutto un percorso di conoscenza della mente e di trasformazione del proprio rapporto con l’esperienza.
Un cammino che richiede pratica, pazienza e continuità.
☸️ IL BUDDHISMO THERAVĀDA: LA TRADIZIONE DELLO SRI LANKA
Il Buddhismo Theravāda, il cui nome significa Dottrina degli Anziani, è una delle principali tradizioni buddhiste e si distingue per la particolare centralità attribuita agli insegnamenti conservati nel Canone pāli, alla disciplina monastica e al cammino individuale verso la liberazione dalla sofferenza.
Rispetto al Mahāyāna, diffuso soprattutto in Cina, Corea, Giappone e Vietnam, pone tradizionalmente maggiore enfasi sull’ideale dell’arahant, colui che raggiunge la liberazione attraverso la comprensione e la pratica degli insegnamenti del Buddha. Nel Mahāyāna assume invece particolare centralità l’ideale del bodhisattva, che aspira al risveglio per il beneficio di tutti gli esseri. Entrambe le tradizioni valorizzano la saggezza e la compassione.
Il Buddhismo giunse nello Sri Lanka nel III secolo a.C., durante il regno di Devānampiya Tissa, secondo la tradizione grazie alla missione del monaco Mahinda, figlio dell’imperatore indiano Aśoka.
Da allora l’isola è diventata uno dei principali centri di conservazione e trasmissione del Buddhismo Theravāda, oggi diffuso soprattutto in Sri Lanka, Thailandia, Myanmar, Cambogia e Laos.
🌳 IL MONASTERO NELLA FORESTA: UNA TRADIZIONE ANCORA VIVA
Incontrare i monaci nel loro ambiente significa avvicinarsi a una dimensione del Buddhismo che va oltre i grandi templi, le statue e le cerimonie religiose.
La tradizione dei monasteri della foresta attribuisce particolare importanza alla meditazione, alla semplicità della vita quotidiana, alla disciplina e alla riduzione delle distrazioni.
La natura diventa un ambiente favorevole alla pratica: lontano dalle continue sollecitazioni della società, il silenzio e la solitudine aiutano a rivolgere l’attenzione verso l’interno.
Ma ciò che rende davvero speciale questa esperienza è la possibilità di incontrare persone che hanno scelto di dedicare la propria vita allo studio, alla pratica e alla trasmissione degli insegnamenti del Buddha.
Ascoltare le loro parole, osservare i loro gesti e condividere alcuni momenti della giornata permette di comprendere qualcosa che difficilmente potrebbe essere trasmesso attraverso una semplice spiegazione teorica.
La meditazione, qui, non è un’attività da inserire tra gli impegni della giornata. È parte integrante di un modo di vivere.
🌏 HOLIRAM: VIAGGIARE PER INCONTRARE, CONOSCERE E TRASFORMARSI
Per noi di Holiram, esperienze come questa rappresentano l’essenza del viaggio.
Non ci interessa soltanto visitare i luoghi più belli dello Sri Lanka, ammirare i suoi templi o attraversare i suoi paesaggi.
Desideriamo incontrare le persone, conoscere le tradizioni dall’interno e creare occasioni di scambio autentico con le culture che ci ospitano.
Trascorrere una giornata in un monastero buddhista significa concedersi il tempo di fermarsi, ascoltare e sperimentare una prospettiva diversa dalla nostra.
Non è necessario essere buddhisti, né condividere una particolare fede religiosa.
È sufficiente avvicinarsi con rispetto, curiosità e disponibilità a sperimentare.
Perché il valore di un incontro non sta necessariamente nell’adottare ciò che ci viene proposto, ma anche nella possibilità di comprenderlo, lasciarci interrogare e ampliare il nostro modo di guardare il mondo.
E forse è proprio questo uno degli insegnamenti più preziosi che abbiamo portato con noi dalla Foresta di Bambù:
Non sempre abbiamo bisogno di aggiungere qualcosa alla nostra vita. A volte abbiamo bisogno di fermarci abbastanza a lungo per osservare ciò che già c’è.
🌿 Perché il viaggio più profondo non è sempre quello che ci porta lontano. A volte è quello che ci permette di avvicinarci a noi stessi.
HOLIRAM – IL VIAGGIO CHE TRASFORMA 🌸
Non visitiamo soltanto luoghi. Cerchiamo di incontrare le culture che li abitano.